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Cos’è il video storytelling e quali vantaggi si possono ottenere

Gli esperti di marketing hanno capito l’importanza di avvicinarsi ai mezzi più apprezzati del momento per poter riuscire a coinvolgere lo spettatore offrendo campagne pubblicitarie di qualità e che siano un vero e proprio valore per l’azienda che investe.

Negli anni l’ambito pubblicitario ha fatto importanti passi avanti e si è notato come non sia sufficiente proporre un prodotto di estrema qualità ma quanto sia anche necessario coinvolgere lo spettatore attraverso le emozioni; il marketing aggressivo delle pubblicità anni ’80 e ’90 è stato infatti messo da parte in favore invece di narrazioni più coinvolgenti come il video storytelling.

Lo storytelling mette in evidenza come tutti possano avere una storia da raccontare ma evidenzia anche come un formato come il video che si presta sia particolarmente impegnativo da produrre.  

Il video storytelling è sicuramente conveniente poiché riesce a far leva sull’emotività e sul coinvolgimento sentimentale di chi guarda, riuscendo a provare empatia per i personaggi o riuscendo a comprendere la vera mission di un’azienda.

Alla base dello storytelling, anche in formato video, c’è una storia da raccontare che deve essere creata e idealizzata prima di iniziare a girare il filmato.

Tenendo conto però della distrazione comune degli utenti è bene ricordare l’importanza dell’essere concisi, un filmato o un messaggio breve e chiaro avrà sicuramente maggiore presa di qualcosa di prolisso e impegnativo da seguire.

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Cos’è il video storytelling?

Con video storytelling si intende una tecnica di marketing che sfrutta il formato video per raccontare una storia in modo coinvolgente. Come dice la parola stessa, il video storytelling coinvolge lo spettatore e lo guida durante la narrazione.

Raccontare per trasmettere conoscenze ed emozioni è da sempre alla base della comunicazione, nonostante lo storytelling non sia una tecnica innovativa è ancora oggi amata ed utilizzata e ha avuto un forte ritorno anche grazie ai nuovi media e ai social.

L’avvento dei social ha portato un forte ritorno al visual storytelling, da Instagram a Pinterest fino a You Tube e non per ultimo Facebook, sono stati evidenziati come importanti strumenti per la comunicazione visiva.

Non si può definire il video storytelling un semplice lancio di vendita poiché non si concentra solamente sul prodotto ma sulla storia, in modo da coinvolgere generando un bisogno ma anche un legame con lo spettatore.

Come si realizza il video storytelling

Realizzare video storytelling necessita di un processo preciso fatto di diverse fasi che tendono a susseguirsi, in modo particolare il brand che realizza il video deve focalizzarsi su alcune domande che riguardano la trama, lo scopo del video, il modo di coinvolgere gli utenti e il metodo di distribuzione.

Una volta individuate risposte esaustive e aver strutturato una trama si ha già un’ottima struttura di partenza con cui iniziare a lavorare. Ma come si realizza video storytelling concretamente?

Per prima cosa è importante pensare a come raccontare una bella storia in modo coinvolgente, questo poiché l’attenzione degli utenti è difficile da catalizzare ma utilizzando una storia coerente e coinvolgente potrete mantenere agganciati gli spettatori dall’inizio alla fine.

Il video storytelling lavora quindi sul piano emotivo, coinvolgendo con un susseguirsi di immagini che compongono una storia senza però la necessità di dover raccontare e spiegare tutto nel minimo dettaglio poiché è la storia stessa a spiegare.

Identifica obiettivo e target

Come abbiamo accennato già precedentemente la prima cosa da fare è identificare un obiettivo e un target, ovvero un pubblico di destinazione. Avendo chiaro il pubblico a cui ci si rivolge e il fine del progetto sarà più semplice riuscire nel progetto.

Crea una narrazione

Il secondo passo è chiaramente quello di creare una narrazione, la cosa migliore da fare è assumere uno sceneggiatore per riuscire a raccontare al meglio la storia. Fondamentale è che la trama sia chiara, facile da comprendere e che i personaggi sappiano lasciare il segno.

Decidi il formato e definisci il team di lavoro

Il formato del video dipende in modo preponderante dal budget disponibile ma ad influire ci sono anche fattori come il tempo e le scadenze. È importante ricordare quanto siano impegnative le riprese live-action che richiedono tempo e risorse notevoli rispetto ad un video stock.

A braccetto va anche la scelta di un team di produzione, infatti scegliendo professionisti del settore sarà più semplice definire un team creativo con cui raggiungere gli obiettivi.  

Perché fare video storytelling

Fare video storytelling non è solo una tendenza del momento ma è una vera e propria tecnica di marketing efficace in grado di riuscire non solo a veicolare un messaggio ma a lasciare il segno. Fare video storytelling significa restare nella mente di chi ha guardato il filmato anche solo una volta.

Video storytelling e visual storytelling sono alla base della comunicazione aziendale e dell’attività di branding secondo le ultime necessità; il motivo principale della notevole efficienza è senza dubbio l’esperienza immersiva che riesce a coinvolgere l’utente attraverso l’abbinamento di musica, immagini, filmati e testo.  

Quali tecniche usare per fare video storytelling

Il mondo della produzione video e post produzione offre tantissime tecniche ed opportunità di personalizzare un progetto ma a fare la differenza è soprattutto l’obiettivo principale.  

L’inizio di una video storia non è semplice da delineare, questa infatti necessita di alcuni passaggi fondamentali spesso legati tra loro ma è bene ricordare come, nonostante si tratti di marketing, coinvolge moltissimo anche il piano creativo che spesso supera il confine delle regole per portare a casa il risultato desiderato.

Creare un arco forte, ad esempio, rende facile per l’utente seguire la storia immergendosi pienamente anche nei colpi di scena e mantenendo alta l’attenzione ma è anche importante creare personaggi riconoscibili e identificabili a cui gli spettatori tendono ad affezionarsi.

Fai attenzione all’intervallo di attenzione del pubblico

I limiti dell’attenzione del pubblico è qualcosa che ritorna un po’ in ogni settore creativo e anche pubblicitario, le persone infatti sono bombardate ogni giorno da messaggi pubblicitari, video, sponsorizzazioni e presentazioni che tendono inevitabilmente a filtrarle secondo canoni personali.

Nonostante la soglia di attenzione sia labile non è semplice definire un intervallo di tempo definito in cui l’utente è perfettamente concentrato. È bene quindi prepararsi a creare diverse versioni della storia con diverse lunghezze, spesso vediamo questa operazione nelle pubblicità tradizionali che in alcuni casi propongono una vera e propria storia mentre in altre versioni si lanciano in video più short di pochissimi secondi dove viene solo presentato il prodotto.

Usa trigger emotivi

Catturare le emozioni e comunicarle attraverso dei personaggi non è semplice, questa tecnica apprezzatissima dai cineasti permette di focalizzare l’attenzione catturando visivamente l’emotività necessaria mettendola in evidenza.

Se per i film la lunghezza aiuta nel coinvolgimento emotivo nel video storytelling pubblicitario tutto è più complicato per il tempo più breve a disposizione; per questo motivo i trigger emotivi che riescono a far scattare interruttori nell’inconscio dello spettatore sono la chiave del successo.

Sfrutta il potere emotivo della musica  

I cinque sensi contribuiscono sicuramente a suscitare emozioni nello spettatore, per i video ci si può limitare però fondamentalmente a quello dell’udito e della vista ed è bene cercare di utilizzarli al meglio.

La musica giusta può infatti portare i livelli della narrazione a piani superiori riuscendo a bucare lo schermo, entrando nel cuore delle persone e restando nelle loro menti più a lungo.

Non fatevi trarre in inganno però dalla scelta musicale, alcune ricerche hanno rivelato che nonostante la melodia allegra possa sembrare la più adatta sono molti a trarre beneficio dall’ascolto di musica dalla melodia malinconica.

L’umorismo che coinvolge il pubblico

L’umorismo è spesso la chiave vincente nelle campagne pubblicitarie o in un video prodotto, anche il video storytelling può coinvolgere l’emozione più vivace e frizzante e non solo quella malinconica.

Strappare il sorriso mette di buon umore nella vita ma funziona anche in ambito di marketing, insomma utilizzare l’umorismo nei propri video può fare la differenza e può aiutare ad essere ricordati.

Pensate a quanti brand sono riusciti a farne un tratto distintivo, pensate a quante pubblicità ci sono rimaste impresse proprio per le battute pronunciate.

La creatività fa la differenza

Come abbiamo accennato più volte nel post il video storytelling è sì una tecnica di marketing che deve seguire regole precise ma è anche soprattutto un ambito creativo.

Molti tendono a frenare la creatività temendo di uscire dagli schemi ma in realtà la creatività può essere il modo giusto di canalizzare un messaggio avendo maggiori possibilità di sorprendere il pubblico.

Crea una storia coerente

Quando parliamo di coerenza ci riferiamo ovviamente alla coerenza narrativa, è importante che ogni storia abbia il suo inizio, uno svolgimento centrale con un climax e una fine.

Esattamente come le fiabe lette da bambini, vale lo stesso principio e in aiuto arrivano sicuramente gli storyboard che identificano eventuali criticità in fase di realizzazione e tutte le fasi della storia.

Esempi di video storytelling

Lo storytelling visivo piace agli spettatori poiché possono immedesimarsi, più che a tecniche cinematografiche si fa riferimento al piano emotivo coinvolgente con cui quindi le persone possono vedere parte di loro nei diversi protagonisti.  

Abbiamo selezionato alcuni esempi di campagne e video storytelling efficaci per condividere come siano stati efficaci e come siano riusciti a lasciare il segno.

Campagna Ikea “silence the critics”

Ikea ha da sempre la capacità di lasciare il segno con campagne pubblicitarie perfettamente adatte al momento storico; Ikea ha saputo anche toccare temi caldi come le famiglie allargate, la discriminazione per razza o orientamento sessuale riuscendo nell’intendo di sensibilizzare e allo stesso tempo di proporre i prodotti come “adatti a tutti”.

In modo particolare nella pubblicità “Silence the Critics” il brand ha saputo cogliere un punto in comune con moltissime famiglie ovvero il caos della zona giorno e del salotto vissuto.

In questo modo gli utenti si sentono vicini al brand poiché viene rappresentata una situazione comune in moltissime famiglie italiane ma il marchio ha anche la capacità di offrire una soluzione con prodotti economici e facili da usare per riportare ordine.

Campagna  Mc Donald’s #Reindeerready

Colosso del fast food americano, MC Donald’s ha saputo lasciare il segno nel mondo pubblicitario anche grazie alla scelta di leit motiv che ricorrono e al coinvolgimento di professionisti nei diversi filmati. In modo particolare la campagna #Reindeerready lanciata nel periodo natalizio, vuole raccontare la storia di una ragazza e del suo compagno di giochi identificato in una renna.

Durante il video lo spettatore si accorge però che la renna in realtà è il cane di famiglia ed evidenzia come i ragazzi sappiano viaggiare con la fantasia rendendo la storia emozionante e coinvolgente. Inoltre nella narrazione si passa da un conflitto familiare alla risoluzione affettuosa con la rivelazione della reale identità della renna.

Campagna Coco Mademoiselle – the film

Tra le campagne pubblicitarie femminili con migliori storytelling c’è il settore dei profumi, raccontare una piramide olfattiva attraverso le immagini può non essere semplice ma Coco Mademoiselle Chanel riesce nel suo intento creando un vero e proprio reportage sul marchio.

Campagna The Olympic Anthem Samsung

Durante le Olimpiadi di Rio del 2016 Samsung ha lanciato il video The Olympic Anthem che voleva essere un’operazione di product placement dando però un messaggio di unità. Una ragazza, protagonista del video, riprende tutto con il suo nuovo smartphone Samsung ma il messaggio dietro questo spot è quello di unione data dalla creazione di un inno universale dato da un collage tra i diversi inni.

Campagna In cucina con Amadori

L’italianissimo brand Amadori non poteva mancare tra i nostri esempi, soprattutto su Youtube ha fatto un grande lavoro di digital storytelling. Il marchio ha coinvolto la comica e presentatrice Teresa Mannino nella proezione di “le Amorabili Ricette” una stagione di otto puntate pensate per riuscire a fidelizzare il pubblico.

Apple

Apple è da sempre un’azienda leader nel settore pubblicitario, con ogni spot e campagna sono riusciti a lasciare il segno e a creare un bisogno in chi osserva i video. Tra i primi esperimenti di video storytelling id successo c’è proprio una loro campagna del 1984 mostrata durante l’evento sportivo Super Bowl.

Il video non presenta un prodotto ma racconta la storia e il prodotto viene solamente accennato in modo lieve. Si tratta di un vero atto rivoluzionario nel mondo pubblicitario, soprattutto se pensiamo agli anni ’80 dove gli spot erano estremamente intensi e aggressivi. 

Conclusione

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